Tre parole: radiante a bassa inerzia, BACS e trattamento aria. Sono l’ABC del comfort. Tecnologie per migliorare la qualità, energetica e funzionale, degli edifici che la prossima settimana saranno protagoniste nell’edizione 2026 di MCE (Rho-Fiera-Milano, 24 – 28 marzo).
La manifestazione è punto di riferimento per la community mondiale dei settori HVAC-R. In un contesto di transizione e instabilità geopolitica, MCE 2026 si conferma appuntamento centrale per il mondo dell’impiantistica civile e industriale, un luogo in cui il settore si interroga sulle proprie sfide e definisce le traiettorie future. Il paese partner di quest’anno sarà il Giappone, un mercato che ha dimostrato grande interesse per le tecnologie HVAC-R italiane di qualità.
l settore della climatizzazione radiante porta in fiera le ultime evoluzioni con sistemi sempre più integrati per rispondere alle esigenze del comparto. Una spinta all’innovazione che ha contribuito a rendere più dinamica l’offerta delle aziende. Sistemi radianti a spessore millimetrico ed estremamente reattivi per interventi di ristrutturazione e nuove costruzioni, dispositivi di gestione delle temperature e dell’aria indoor.
Come ha di recente evidenziato il GBC presentando un convegno organizzato a MCE 2026 se in precedenza il settore dell’impiantistica era concentrato sulla riduzione dei consumi energetici oggi si considera l’edificio un “vero e proprio ecosistema attivo” che integra prestazioni ambientali, comfort e salute degli occupanti. Uno scenario che, come emerso anche dal primo Q-DAY Tecnico organizzato dal Consorzio Q-RAD lo scorso 4 marzo a Roma, premia il radiante come soluzione per migliorare la qualità energetica e il comfort degli edifici, quella che oggi viene comunemente chiamata dai professionisti IEQ: Indoor Environmental Quality.
Un cambio di paradigma favorito dalla direttiva europea Case Green e da norme nazionali come il Decreto Requisiti Minimi e i CAM. I sistemi radianti a bassa inerzia termica sono una soluzione già praticabile per gli edifici a emissioni quasi zero i (nZEB), perché hanno tempi di reazione molto rapida, si integrano bene con la gestione smart dell’energia (building automation, richiesta dalla direttiva) e possono sfruttare l’energia solare o da rinnovabili in modo dinamico.
Per approfondire, appuntamento a MCE!