Una delle domande a cui abbiamo risposto durante il 2° Q-DAY Tecnico si richiama a un tema emergente che viene affrontato nella direttiva Case Green (EPBD). È davvero efficiente un edificio che consuma poco, ma non garantisce comfort e qualità dell’aria? Siamo abituati a identificare come sinonimi la parola “efficienza” con l’espressione “risparmio energetico”.
In realtà la nuova EPBD suggerisce una definizione più ampia, un approccio olistico all’efficienza degli edifici. Come ha ricordato nel suo intervento Luca Piterà, Segretario Generale di AiCARR, nel quadro della EPBD un edificio realmente efficiente non è semplicemente quello che consuma meno, ma quello che utilizza nel modo più efficiente possibile l’energia necessaria per garantire realmente le condizioni ambientali per cui è stato progettato. In questo scenario diventa fondamentale considerare il parametro della Indoor Environmental Quality (IEQ), presente in forma trasversale in tutta la direttiva Case Green.
L’EPBD stabilisce che la IEQ deve essere presa in considerazione quando si stabiliscono i RMPE (Requisiti minimi di prestazione energetica) per gli edifici e gli elementi edilizi. Tra i parametri fisici e ambientali per questa valutazione ci sono temperatura, umidità, tasso di ventilazione e presenza di contaminanti. I risultati dipingono quelle condizioni all’interno di un edificio che influiscono sulla salute e sul benessere dei suoi occupanti.
La famiglia dei sistemi radianti offre tecnologie che agevolano e valorizzano la IEQ in quanto si può riscaldare o raffrescare a temperature inferiori rispetto ai terminali tradizionali ma garantendo un comfort naturale grazie a una climatizzazione per irraggiamento che favorisce lo scambio termico tra ambiente e corpo umano.
La direttiva Case Green prevede che siano installati dispositivi che monitorano e regolano il funzionamento dell’edificio e dei suoi sistemi tecnici per garantire che funzionino in modo ottimale e forniscano la qualità dell’aria interna richiesta. Gli Stati membri dovranno richiedere che gli edifici non residenziali a zero emissioni siano dotati di dispositivi di misurazione e controllo per il monitoraggio e la regolazione della qualità dell’aria interna. Negli edifici non residenziali a zero emissioni sarà obbligatorio mentre sarà richiesta negli edifici non residenziali esistenti in fase di ristrutturazione quando tecnicamente ed economicamente fattibile, negli edifici residenziali è stata lasciata libera scelta agli Stati membri.