Raffrescamento estivo, comfort oltre lo split

6 Agosto 2026

Quando si parla di raffrescamento in estate ci sono abitudini che sembrano inossidabili. Per esempio le linee guida che vengono diffuse in occasione di ondate di calore: schermare le finestre nelle ore più calde, bere tanta acqua, fare la doccia tiepida. Indicazioni sensate ma quando si parla di impianti i suggerimenti gravitano su un’unica famiglia impiantistica: i climatizzatori. Sono un caso le linee guida su comfort estivo ed efficienza energetica che l’ENEA offre ogni anno in occasione della bella stagione (così come per quella invernale) e che riduce la climatizzazione estiva ai sistemi ad aria. Ne parla con dovizia di particolari l’ing. Clara Peretti, consulente tecnico del Consorzio Q-RAD, in un articolo pubblicato sulla rivista Ingenio. Un approfondimento che evidenzia come il comfort estivo, abbinato anche al risparmio sulla bolletta, non riguardi solo l’efficienza del climatizzatore ma da come progettato l’intero sistema edificio-impianto. Lo stesso discorso vale per il riscaldamento invernale: i vademecum ENEA restano da anni ancorati allo stesso terminale d’impianto: il radiatore.

“Sebbene la guida ENEA 2026 proponga indicazioni corrette per ridurre i consumi e migliorare il comfort, il suo approccio resta focalizzato quasi esclusivamente sugli impianti a espansione diretta. Esistono però tecnologie consolidate, come il raffrescamento radiante e la ventilazione meccanica controllata con free cooling, che consentono di ottenere prestazioni energetiche e livelli di benessere superiori. Analizzare queste soluzioni significa ampliare il dibattito sulla climatizzazione, spostando l'attenzione dall'elettrodomestico alla progettazione integrata dell'edificio”.

Nel panorama impiantistico esistono almeno altre due strategie supportate da una vasta letteratura tecnica e da un solido impianto normativo, che possono offrire margini di risparmio energetico e di comfort molto superiori al semplice split: il raffrescamento radiante e la ventilazione meccanica controllata (VMC) con free-cooling.

“Le simulazioni comparative pubblicate in letteratura scientifica tra sistemi ad aria (tutt'aria, fan coil) e sistemi radianti a pavimento/perete/soffitto su un edificio mostrano che, a parità di classe di comfort, i sistemi radianti raggiungono consumi elettrici ed emissioni inferiori di anidride carbonica, grazie alla possibilità di operare con temperature di mandata più vicine a quella ambiente e quindi con COP della pompa di calore più elevati”.

Una comunicazione tecnica più completa dovrebbe indicare  in quali condizioni  (nuova costruzione, riqualificazione profonda) sia opportuno considerare sistemi radianti e VMC. Non si tratta di contrapporre tecnologie o strategie d’impianto ma progettare il comfort termico a partire dai carichi – sensibile e latente – e dalle caratteristiche dell’involucro, e solo a valle scegliere il terminale d’impianto più adatto, che sia esso uno split, un sistema radiante o altre tecnologie.